Un mistico sufi moderno. Una città generica. Riferimenti musicali costanti. Una persona di sesso maschile con un età indefinita tra i 20 e i 30 anni da solo in un appartamento di un enorme grattacielo. I riti sacri e profani di una società andata oltre e un nuovo concetto di religiosità e di religioso. Personaggi di secondo piano maschili e femminili da definire. I raduni di massa agli eventi sportivi, le costruzioni dietro al grande basket, quello americano. La vita dalla mia prospettiva.
Ho queste idee,non so come andranno a finire e presumo non siano finite.
Un passo avanti è quello di non dimenticarle durante il sonno, un altro passo avanti e di dormire più del solito.
Tanti passi avanti, ne manco altri però ci si apre.
Però ora sto pensando prevalentemente a un esame, al dopo immediato che è così bello ( - 13).
lights
lights in the night
sabato 19 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
#1
Scrivo per necessità, nell'ovvio senso che mi è necessario.
Studio antropologia, ma sto iniziando a dire in giro, quando mi chiedono, che studio più in generale a lettere.
Più vado avanti e più mi accorgo che non mi sento per niente antropologo (nonostante sia una materia molto interessante), intanto il nome del corso è sbagliato.
Scienze Antropologiche, semmai si dovrebbe chiamare Antropologia il corso. Non siamo di fronte ad una scienza, per come si intende la parola da secoli e secoli, mi pare ovvio e pure i professori parlano di un gap rispetto alle altre discipline come filosofia o storia che si fondano su fonti più stabili.
Però fa figo dire che è proprio questo a renderla bella, mentre a me pare solo aria fritta. E d'altronde ci deve essere un motivo se oltre il post-modernismo, che ha distrutto le certezze antropologiche, nessuna innovazione o teoria degna di nota si è vista. Gli antropologi lo sanno ma non sanno cosa fare, si rinchiudono nel buco nero della discussione fine a se stessa e della polemica. Pare tuttavia che siano in pochi ad accorgesene.
Sarebbe più onesto da parte degli antropologhi non pretendere rientrare nel campo della scienza, lo sarebbe proprio.
Sarà che vedo le istituzioni universitarie bloccate, dove i fuori corsi fanno comodo perchè portano soldi. Dove nessuna mai riforma buona o cattiva sarà vista di buon occhio, a prescindere dal contenuto. Perchè la pacchia non deve essere disturbata, un dire no sempre e comunque per partito preso, è triste tutto questo.
Sarà che scrivere resta una necessità e la via ideale arriverà, confluirà tutto prima o poi tra la nebbia e la neve.
Trovare un altra via è necessario dunque, senza stare tanto ad avere ansie.
Si discute spesso, senza costrutto.
L'incubatrice sta creando un ambiente in grado di realizzare qualcosa, qualcosa sarà realizzato.
Si rilegge anche per questo Junkspace,regalo prezioso di una persona preziosissima, più che preziosissima davvero.
Studio antropologia, ma sto iniziando a dire in giro, quando mi chiedono, che studio più in generale a lettere.
Più vado avanti e più mi accorgo che non mi sento per niente antropologo (nonostante sia una materia molto interessante), intanto il nome del corso è sbagliato.
Scienze Antropologiche, semmai si dovrebbe chiamare Antropologia il corso. Non siamo di fronte ad una scienza, per come si intende la parola da secoli e secoli, mi pare ovvio e pure i professori parlano di un gap rispetto alle altre discipline come filosofia o storia che si fondano su fonti più stabili.
Però fa figo dire che è proprio questo a renderla bella, mentre a me pare solo aria fritta. E d'altronde ci deve essere un motivo se oltre il post-modernismo, che ha distrutto le certezze antropologiche, nessuna innovazione o teoria degna di nota si è vista. Gli antropologi lo sanno ma non sanno cosa fare, si rinchiudono nel buco nero della discussione fine a se stessa e della polemica. Pare tuttavia che siano in pochi ad accorgesene.
Sarebbe più onesto da parte degli antropologhi non pretendere rientrare nel campo della scienza, lo sarebbe proprio.
Sarà che vedo le istituzioni universitarie bloccate, dove i fuori corsi fanno comodo perchè portano soldi. Dove nessuna mai riforma buona o cattiva sarà vista di buon occhio, a prescindere dal contenuto. Perchè la pacchia non deve essere disturbata, un dire no sempre e comunque per partito preso, è triste tutto questo.
Sarà che scrivere resta una necessità e la via ideale arriverà, confluirà tutto prima o poi tra la nebbia e la neve.
Trovare un altra via è necessario dunque, senza stare tanto ad avere ansie.
Si discute spesso, senza costrutto.
L'incubatrice sta creando un ambiente in grado di realizzare qualcosa, qualcosa sarà realizzato.
Si rilegge anche per questo Junkspace,regalo prezioso di una persona preziosissima, più che preziosissima davvero.
Iscriviti a:
Post (Atom)